Neri. Il mediano partigiano

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La storia vera – raccontata in forma romanzata – di Bruno Neri, mediano di Faenza che fu protagonista con Fiorentina, Torino e Nazionale, e poi partigiano sulla Linea Gotica con il nome di battaglia “Berni”, fino alla morte a Gamogna nel 1944.

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11 Maggio 2026

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Descrizione

“Bruno Neri. Il mediano partigiano” di Ignazio Riccio, pubblicato da Garrincha Edizioni (marchio Marotta & Cafiero), ripercorre la vicenda umana e sportiva di uno dei calciatori più emblematici del Novecento italiano.

Il libro si apre con l’iconica fotografia del 10 settembre 1931: la Fiorentina schierata nel nuovo stadio di Campo di Marte, tutti con il braccio teso nel saluto fascista tranne uno, il mediano Bruno Neri. Da quell’istantanea, l’autore ricostruisce la carriera del giocatore: la crescita nel Faenza, il passaggio al Livorno, l’esplosione alla Fiorentina (fulcro del centrocampo nel sistema tattico della “piramide di Cambridge”), poi la Lucchese e il Torino, fino alle tre presenze in Nazionale sotto la guida di Vittorio Pozzo.

Parallelamente al calcio, emergono la passione di Neri per la cultura e le arti e il suo progressivo avvicinamento agli ambienti antifascisti: le frequentazioni al caffè fiorentino Giubbe Rosse con Montale e altri intellettuali, la scelta di iscriversi all’Università Orientale di Napoli, i rapporti con personaggi come Vittorio Pozzo, che ne intuisce la sensibilità e l’intelligenza fuori dal campo.

Con lo scoppio della guerra e la fine della carriera agonistica, il racconto si sposta sul terreno della Resistenza. Tornato a Faenza, Neri entra in contatto con il cugino notaio Virgilio Neri, figura centrale dell’antifascismo romagnolo, e con l’avvocato azionista Raimondo Craveri, partecipando alla nascita dell’O.R.I. (Organizzazione per la Resistenza Italiana). È tra gli animatori della “Radio Zella”, postazione clandestina collocata nella villa di famiglia a Rivalta, da cui partono informazioni fondamentali sui movimenti tedeschi verso gli Alleati.

Nel 1944 Bruno, col nome di battaglia “Berni”, è vicecomandante del battaglione “Ravenna”, operante lungo la Linea Gotica tra Romagna e Toscana, in un’area vicina alle azioni di Silvio Corbari e della 36ª Brigata Garibaldi “Bianconcini”. Il libro segue i movimenti del reparto tra rastrellamenti, aviolanci e cooperazione con gli Alleati, fino alla missione del 10 luglio 1944: Neri e il comandante Vittorio Bellenghi, in avanscoperta nei pressi dell’eremo di Gamogna (sopra Marradi), incrociano una pattuglia tedesca e vengono uccisi in uno scontro a fuoco.

Le pagine finali raccontano il dopoguerra e la memoria. Faenza intitola a Bruno Neri il campo sportivo cittadino e nel 1955 viene apposta una lapide sulla casa natale. Seguono i riconoscimenti successivi: iniziative culturali in Romagna, la targa a Torino tra Filadelfia e Comunale, le figurine commemorative che lo ritraggono con le maglie di Faenza, Fiorentina, Torino e persino con la casacca azzurra del Mondiale 1938, oltre a spettacoli teatrali, podcast e una canzone dedicata.

Il volume alterna ricostruzione storica e narrazione romanzata, dichiarando esplicitamente che i dialoghi sono frutto di invenzione pur restando verosimili. Ne risulta un ritratto di Bruno Neri come figura “ponte” tra sport e impegno civile: mediano generoso in campo, intellettuale curioso nei caffè letterari, comandante partigiano disposto a morire per la libertà.

Ultimo aggiornamento: 11/05/2026, 13:25